Klara Behrens
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Klara Behrens

83 anni
Nata il 2 dicembre 1920
Primo ritratto, 6 febbraio 2004
Morta il 3 marzo 2004
Hospice Sinus, Amburgo

Klara Behrens intuisce che presto potrebbe giungere la fine. “Talvolta, è vero, spero di tornare a stare meglio”, confessa. “Ma quando poi sto di nuovo tanto male, non ho nemmeno più voglia di vivere. Pensare che mi ero appena comprata un nuovo frigo-congelatore! Se solo l’avessi saputo prima…” È l’ultimo giorno di febbraio, il sole splende, in cortile sono sbocciate le prime campanule. “La cosa che mi piacerebbe fare di più è andare all’Elba, sedermi sui sassi e tenere i piedi nell’acqua. Da bambini lo facevamo quando si andava al fiume a raccogliere legna per la stufa. In una seconda vita farei tutto in modo diverso. Non voglio più trascinare legna. Ma c’è una seconda vita? Non credo. Si crede solo a ciò che si vede. E si vede solo quello che esiste. Non temo la morte. Diventerò il milionesimo, il miliardesimo granellino di sabbia del deserto. Quel che mi spaventa è morire. Non sai mai come e cosa succede”.  

Maria Hai Anh Tuyet Cao
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Maria Hai-Anh Tuyet Cao

52 anni
Nata il 26 agosto 1951
Primo ritratto, 5 dicembre 2003
Morta il 15 febbraio 2004
Leuchtfeuer Hospice, Amburgo

E’ facile immaginare che Maria Hai-Anh Tuyet Cao se ne sarebbe andata in altro modo, se non avesse fatto proprio l’insegnamento della Somma Maestra Ching Hai. Dice la Maestra: “Ciò che si trova nell’aldilà è migliore rispetto al nostro mondo. Migliore di tutto ciò che riusciamo o non riusciamo a immaginare”. La signora Cao porta al collo l’immagine della Maestra. Attraverso la meditazione e sotto la sua guida ha già conosciuto il mondo dell’aldilà. Non passerà più tanto tempo prima che vi sia richiamata: i suoi alveoli polmonari sono distrutti. Tuttavia appare serena e tranquilla. “La morte non è nulla”, sostiene la signora Cao. “Io rido della morte, non è eterna. Quando poi saliamo a Dio, siamo meravigliosi. Solo se all’ultimo momento siamo ancora attaccati a qualcuno dobbiamo restare sulla terra”. Hai-Anh Cao si prepara ogni giorno a quel commiato. Nell’ora della sua dipartita vuole essere distaccata da tutto.  

Edelgard Clavey
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Edelgard Clavey

67 anni
Nata il 29 giugno 1936
Primo ritratto, 5 dicembre 2003
Morta il 4 gennaio 2004
Hospice in Helenenstift, Amburgo

Edelgard Clavey era segretaria di direzione della Clinica Universitaria di Psichiatria. Dopo il divorzio, all’inizio degli anni ottanta, va a vivere da sola. Non ha figli. Sin da giovane è stata attiva nella chiesa evangelica. Da alcune settimane non è più in grado di abbandonare il letto. “La morte è un esame di maturità alla scuola della vita. Ognuno deve superarlo da sé”, afferma la signora Clavey. “ Vorrei tanto morire ed entrare nell’immensa e incredibile luce. Morire, però, è un’impresa molto difficile. La morte è padrona, io non posso nulla. Solo attendere, attendere, attendere. Ho ricevuto la vita, mi è stato chiesto di viverla e ora la restituisco. Ho sempre lavorato sodo, quasi alla maniera di un diacono: povertà, castità, obbedienza. Adesso non sono più un fattore di rendimento e questo mi fa terribilmente male: non voglio finire sulla montagna di cadaveri berlinesi come fattore di spesa. Vorrei andare, il più presto possibile. Siate pronti, come dicono gli scout”.

Wolfgang Kotzahn
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Wolfgang Kotzahn

57 anni
Nato il 19 gennaio 1947
Primo ritratto, 15 gennaio 2004
Morto il 4 febbraio 2004
Leuchtfeuer Hospice, Amburgo

Sul comodino fanno bella mostra di sé dei tulipani colorati. L’infermiera ha sistemato anche un vassoio con alcuni bicchieri da spumante e qualche dolce. È il compleanno di Wolfgang Kotzahn. “Oggi compio 57 anni. Non mi ero mai immaginato né di invecchiare, né di morire così giovane, come sta avvenendo. La morte, però, non conosce età”. La diagnosi ha sorpreso l’ex assistente fiscalista sei mesi fa: carcinoma bronchiale, non operabile. “Lo shock è stato enorme. Non ho mai desiderato morire, ma sempre e solo vivere”, afferma il signor Kotzahn. “Io stesso mi meraviglio di essermi rassegnato tanto facilmente. Ora sono qui, costretto a letto, in attesa della morte. Ma ogni giorno che vivo lo assaporo in pieno. Nella mia vita non avevo mai fatto caso alle nuvole. Ora vedo tutto sotto una luce nuova: ogni nuvola alla finestra, ogni fiore nel vaso. A un tratto è tutto importante”.
 

Michael Lauermann
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Michael Lauermann

56 anni
Nato il 19 agosto 1946
Primo ritratto,11 gennaio 2003
Morto il 14 gennaio 2003
Ricam Hospice, Berlino

Michael Lauermann è un manager. Un cosiddetto workaholic, ossessionato dal lavoro. Un giorno sviene. In ospedale arriva la diagnosi: tumore al cervello, incurabile. Questo sei settimane fa. Lauermann non vuole parlare di morte, preferisce raccontare della sua vita. Di come nel ’68 riuscì a sfuggire alla ristrettezza sveva per recarsi a Parigi. Per studiare alla Sorbona. Baudelaire, scontri di piazza, rivoluzione, donne. “Vivere mi piaceva da impazzire!”, esclama Lauermann. “Ora è tutto finito. Non ho paura di quel che mi aspetta”. Spesso ha tagliato i ponti con il passato. Proprio come adesso. Non prova alcun dispiacere. A dire il vero la fase che sta passando gli sembra bella. Sciolto, libero, una sorta di assenza di gravità. Il suo corpo che svanisce. Non sente dolore. “Morirò in tempi rapidi”, dichiara Lauermann. Tre giorni dopo una candela arde davanti alla porta della sua stanza. Ad annunciarne la morte.  

Heiner Schmitz
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Heiner Schmitz

52 anni
Nato il 26 novembre 1951
Primo ritratto, 19 novembre 2003
Morto il 14 dicembre 2003
Leuchtfeuer Hospice, Amburgo

Heiner Schmitz vede una macchia nella risonanza magnetica del suo encefalo. Comprende subito di non avere più tanto tempo. Schmitz è un pensatore arguto ed eloquente, mai superficiale. Lavora nel ramo pubblicitario. Lì sono tutti bravi in questo, normalmente. Gli amici di Heiner non vogliono che sia triste. Cercano di distrarlo. All’hospice guardano insieme le partite di calcio, come d’abitudine. Birra, sigarette, una festa in camera. Le ragazze delle agenzie portano fiori. Molti vengono in due perché non vogliono stare da soli con lui. Di cosa si parla con chi è in attesa della morte? Al momento dei saluti, alcuni augurano buona guarigione. Rimettiti presto, vecchio mio! “Nessuno mi domanda come sto”, protesta Heiner Schmitz. “Perché hanno tutti strizza. Questo sforzo spasmodico di parlare di tutto e di più, fa male. Ehi! Non capite? Sto per morire! Questo è il mio unico argomento in ogni minuto in cui sono da solo”.
 

Heiner Schmitz
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Walter Wegner

81 anni
Nato il 18 dicembre 1923
Primo ritratto, 1 dicembre 2003
Morto il 13 marzo 2005
Hospice in Helenenstift, Amburgo

Walter Wegner arriva all’hospice nel novembre del 2003. Non vuole più essere di peso per la sua compagna a casa. Si è portato dietro l’organo elettrico, “ma ormai non vale più la pena provare i canti natalizi, alla vigilia di Natale sarò già morto”. E invece non va così. A Capodanno è ancora vivo. “Ma io sono venuto qui per morire”, brontola corrucciato. “Perché mai non muoio?” Wegner sopravvive ancora alla primavera e all’autunno seguenti. La sua compagna viene a trovarlo sempre più di rado. Alla vigilia di Natale del 2004 Walter suona per gli altri “Stille Nacht”. Una mattina del marzo 2005, un’infermiera gli dice: “Ormai è più di anno che è qui da noi. Si è ripreso così bene, questo non è più il posto giusto per lei. Siamo costretti a chiederle di trasferirsi al più presto”. Nell’hospice Wegner è rifiorito, ora ha paura dell’istituto. Chiede alla sua compagna: “Mi riprendi con te?” Lei però rifiuta. Cinque giorni dopo il dialogo con l’infermiera, Walter Wegner si spegne.